Quello che devi sapere prima di fare trading sulle materie prime

Uno dei mercati che da sempre riscuote più interesse è  quello delle Materie prime o Commodities.

Infatti, Granaglie, Metalli preziosi, Petrolio, Gas naturale, solo per fare alcuni esempi di Materie prime, fanno parte dei mercati di oggi tanto come le Valute estere, le Azioni e gli Indici.

Il trading delle Materie prime è un settore di nicchia nel mondo finanziario che negli ultimi anni sta guadagnando notevole interesse tra le persone che cercano strumenti di trading alternativi.

Infatti, secondo il New York Mercantile Exchange, una delle più importnati borse a termine su Materie prime del mondo, “un mercato prospererà per quasi tutte le materie prime finchè esisteranno compratori e venditori”, così come è successo per Liverpool ai mercati di cotone e di grano che sono stati chiusi per mancanza di operatori e non di beni.

Per essere considerato una Materia prima, un bene deve soddisfare tre condizioni:

- Deve essere in uno stato “grezzo” o comunque da esso essere direttamente derivato da una trasformazione standard ben definibile e ben quantificabile.

- Deve essere utilizzabile/trasformabile al momento della consegna.

- Il suo prezzo deve variare abbastanza da giustificare la creazione di un mercato per l’articolo.

Le Materie prime che sono spesso scambiate nei mercati finanziari sono in genere quelle che guidano il mondo dell’economia globale in cui viviamo.

Esse si ditinguono in due grandi categorie principali. La prima è detta “soft” e sono le materie di derivazione agricola che includono colture alimentari, come Grano,Mais, Zucchero, Cacao, Cotone e Soia; bestiame come Bovini, Maiali e Pancette di maiale e colture industriali, come Legname, Gomma e Lana; la seconda categoria è detta “hard” che indica le materie che provengono da estrazione. Le materie prime “hard” a loro volta si dividono in Metalli preziosi, come Oro, Argento, Rame, Platino; Metalli di base, come Rame, Alluminio, Nichel, Acciaio, Minerale di ferro, Stagno e Zinco; Energetici, come Petrolio greggio (e suoi derivati), Gas naturale, Carbone, Uranio, a cui si aggiungono l’Etanolo utilizzato come additivo per benzina ed Elettricità (senza distinzione di come sia prodotta). Di recente è stata introdotta una terza categoria di Materie prime detta Ambientale che include prodotti come Emissioni di carbonio, Certificati di energia rinnovabile e Certificati bianchi.

Di seguito vediamo brevemente le Materie prime più importanti per numero ed entità di scambi tenendo presente che ogni mercato ha una propria specificità, fatto vero per ogni strumento in generale ma caratteristica più marcata nelle Materie prime appunto e dunque l’operatività in esso deve essere guidata maggiormente da tale prospettiva.

Grano

Il grano è una delle colture alimentari più importanti del mondo. Il prezzo del grano è usato come paragone con altri cereali come mais, avena e orzo poiché possono essere sostitutivi e le variazioni dei loro prezzi relativi possono spostare la domanda tra loro e altri prodotti come la soia. La crescente richiesta di fonti alimentari nei paesi in via di sviluppo suscita un notevole interesse per il mercato del grano. Nella top 10 dei più grandi produttori ci sono: Germania, Ukraina, Pakistan, Canada, Australia, Francia, Stati Uniti, Russia, India e Cina con il 10% circa della produzione mondiale.

Mais

Il mais è una merce con diverse importanti applicazioni. Innazitutto è una fonte di cibo per gli esseri umani e il bestiame, nonché viene usato nella produzione di carburante a base di etanolo. Inoltre l’alto costo dello zucchero ha reso il mais un ingrediente chiave nei prodotti dolcificanti come ketchup, bibite e caramelle. Ultimamente la crescente domanda di cibo e di carburante a livello globale sta incrementando l’interesse per il mais come merce di scambio.

Soia

L’olio di semi di soia è utilizzato in molti prodotti da forno come pane, cracker, torte, biscotti e come condimento per insalate. Costituisce inoltre la principale fonte di cibo per il bestiame. L’olio di soia serve anche come materia prima nella produzione di biocarburanti. Il crescente bisogno di cibo e carburante nelle economie dei mercati emergenti potrebbe stimolare la domanda di soia. L’80% della produzione mondiale proviene da Stati Uniti, Brasile ed Argentina.

Caffè

Il caffè, una delle bevande più diffuse in tutto il mondo, è davvero una merce globale, con forniture che provengono dai tropici e dai consumi in tutto il mondo. Solo negli Stati Uniti, l’industria del caffè rappresenta oltre l’1,6% del PIL e circa 1,7 milioni di posti di lavoro. Anche se la produzione spicca in circa 20 paesi, il mercato schiacciante della merce deriva solo da cinque paesi. Complessivamente il caffè cresce in circa 80 paesi nel Sud e Centro America, nei Caraibi, in Africa e in Asia. Il caffè qualità arabica rappresenta circa i tre quarti del caffè coltivato in tutto il mondo. È coltivato in tutta l’America Latina, nell’Africa centrale e orientale, in India e, in una certa misura, in Indonesia. Il caffè robusta è coltivato nell’Africa occidentale e centrale, in tutto il sud-est asiatico e, in una certa misura in Brasile. Il Brasile è la più grande nazione esportatrice di caffè davanti a Vietnam che triplicando le sue esportazioni tra il 1995 e il 1999 è diventato un importante produttore di robusta. L’Indonesia, a sua volta, superando la Colombia a causa di recenti condizioni climatiche avverse, è il terzo esportatore e il più grande produttore di caffè arabica lavato. Poiché la domanda globale di caffè sta continuando a crescere è facile ritenere che il mercato di questa materia sarà sempre più importante.

Zucchero

Lo zucchero non è solo un dolcificante, ma svolge anche un ruolo importante nella produzione di combustibile a base di etanolo e sagù (un prodotto zuccherino semiraffinato utilizzato nel subcontinente indiano). I suoi sottoprodotti sono anche usati come foraggio per nutrire il bestiame in molti paesi. Storicamente, i governi di tutto il mondo sono intervenuti pesantemente nel mercato dello zucchero. Sovvenzioni e dazi doganali sulle importazioni spesso producono anomalie nei prezzi e rendono lo zucchero una merce interessante su cui operare. Sebbene la canna da zucchero sia coltivata in tutto il mondo, i dieci maggiori paesi produttori rappresentano circa i tre quarti di tutta la produzione. Al decimo posto ci sono gli Stati Uniti, ed in seguito Filippine, Indonesia, Colombia, Messico, Pakistan, Tailandia, Cina, India fino ad arrivare al maggior produttore, il Brasile. Lo zucchero è uno dei dieci più grandi mercati agricoli del mondo. Un ampio gruppo di partecipanti al mercato commerciale e istituzionali sottolineano l’importanza dei mercati dello zucchero e delle opzioni, assicurando prezzi altamente efficienti e una liquidità continua.

Cacao

A causa dei cicli di domanda stagionale di cacao e delle fonti di produzione concentrate, il mercato del cacao è soggetto a un alto grado di volatilità, offrendo opportunità di copertura e di negoziazione per gli operatori di tutto il mondo. Non a caso questo mercato mercato ha superato il valore di 100 miliardi di dollari. La maggior parte dei primi 10 paesi produttori di cacao provengono da climi caldi e umidi simili a quelli in cui è originario il fagiolo, tuttavia 4 delle 5 principali nazioni sono africane. I più grandi produttori di cacao al mondo sono: Repubblica Dominicana, Perù, Messico, Ecuador, Brasile, Camerun, Nigeria, Indonesia, Ghana e Costa d’Avorio che da sola fornisce il 30% del cacao totale mondiale.

Oro

L’oro è un bene affascinante perché gran parte della domanda per esso deriva dagli speculatori. Molti partecipanti al mercato considerano l’oro un’alternativa alla carta moneta, quindi il prezzo della materia si sposta spesso in direzione opposta rispetto al dollaro. L’oro è usato per fare gioielli ed elettronica ma a differenza di praticamente ogni altra merce, la sua quotazione va ben oltre le sue applicazioni. Infatti non c’è una domanda commerciale sufficiente per spiegare il prezzo di mercato assegnato al metallo giallo. Ci sono diversi fattori comuni che tipicamente muovono il prezzo dell’oro: domanda e offerta; politiche della banca centrale e dati economici. Gli analisti stimano che l’offerta totale di oro nel mondo sia di circa 170.000 tonnellate e che il volume annuale della produzione d’oro sia triplicato ogni anno dall’inizio degli anni ‘70, mentre la quantità di oro acquistata ogni anno è quadruplicata. I maggiori produttori di oro includono storicamente i seguenti paesi: dal decimo posto Uzbekistan, Indonesia, Messico, Sudafrica, Perù, Canada, Stati Uniti, Russia, Australia, Cina.

Argento

L’argento è considerato da molti operatori come l’oro del povero. Anch’esso riceve una notevole domanda da parte degli speculatori, nonché da gioielli e altre industrie. I commercianti tracciano il rapporto tra i prezzi dell’oro e dell’argento poiché storicamente questa relazione è stata un indicatore del valore relativo tra i due metalli.

Rame

Il rame ha così tanti usi industriali che sarebbe praticamente impossibile costruire l’infrastruttura di un paese senza di essa. I commercianti si riferiscono spesso alla merce come Dott. Copper. Dicono che il metallo ha un dottorato in economia perché il suo prezzo è un barometro affidabile della salute generale dell’economia globale. In effetti, investire in rame è un modo per esprimere una visione rialzista sul PIL mondiale. Il Cile è il più grande produttore mondiale di rame, seguito da Cina e Perù. Le operazioni minerarie estraggono il rame dalla terra attraverso miniere a cielo aperto. Una volta estratta, la terra contenente rame viene macinata e sottoposta a un processo di flottazione con schiuma. Questo processo combina il minerale con acqua e una sostanza chimica da collettore che rende il rame idrofobico (una condizione che respinge l'acqua). Le bolle d'aria vengono introdotte nella miscela di liquami e il rame ora idrofobo salendo verso l'alto con la schiuma viene così separato.

Petrolio greggio

Tra tutte le materie prime, il petrolio è quello che ha il maggiore impatto sull’economia globale. Il petrolio greggio non solo è utilizzato in una varietà di forme di trasporto tra cui automobili, treni, aerei e navi, ma è anche utilizzato nella produzione di materie plastiche, tessuti sintetici (acrilico, nylon, spandex e poliestere), fertilizzanti, computer, cosmetici e molto altro. Se si prende inoltre in considerazione il costo dei trasporti, il petrolio greggio svolge allora un ruolo nella produzione di praticamente tutti i prodotti. Il petrolio greggio ha diverse varianti in base alla geografia e alle caratteristiche fisiche: Brent Crude e West Texas Intermediate (WTI), noto anche come Light Sweet greggio, sono due delle varietà più frequentemente scambiate. Il brent è il barometro dei prezzi per due terzi del greggio globale, con un’ampia accessibilità come fornitura trasportata in tutto il mondo. Essendo il brent il più grande contratto del petrolio del mondo, il suo complesso si è ampliato fino ad includere oltre 500 strumenti di copertura correlati. La volatilità dei prezzi del petrolio negli ultimi dieci anni ha creato molta preoccupazione sia per gli uomini d’affari che per i governi nazionali. Tale incertezza nei prezzi deriva dall’appetito del mondo per i combustibili fossili e dall’influenza delle preoccupazioni ambientali che hanno portato a sviluppare e diffondere metodi di produzione di energia alternativi.

Benzina

L’uso principale di questo prodotto che deriva dalla raffinazione del petrolio è come fonte di carburante per auto, veicoli commerciali leggeri e motocicli. I prezzi della benzina possono avere un enorme effetto sull’economia globale, poiché la domanda di materie prime è generalmente anelastica. Cioè, i consumatori devono mettere la benzina nei loro veicoli per andare al lavoro, a scuola e ad altre attività essenziali. Molti commercianti commerciano crack spread, che sono le differenze tra i prezzi del petrolio greggio e il prezzo dei prodotti grezzi raffinati come la benzina.

Gas naturale

Il gas naturale viene utilizzato in una varietà di applicazioni industriali, residenziali e commerciali, compresa la generazione di elettricità. È considerato una fonte pulita di combustibili fossili e ha raccolto una crescente domanda da parte di più paesi e settori economici. Gli Stati Uniti, la Russia e il Canada sono i principali produttori di questo importante prodotto globale.

Indipendentemente che siano hard o soft la compravendita di Materie è dovuta alla loro enorme domanda globale essendo beni necessari al consumo o all’utilizzo delle persone. Il mondo delle materie prime è complesso, affascinante e ha un profondo effetto sulle economie e sui consumatori di tutto il mondo.

Nel tempo i Paesi produttori hanno cercato attraverso vari accordi o associazioni di influenzare i prezzi. Modalità e circostanze variano da merce a merce. Per quanto riguarda i paesi produttori l’obiettivo è raggiungere la stabilizzazione dei redditi attraverso la “manipolazione” dei prezzi delle loro fonti di ricchezza, le Materie prime appunto. Sebbene gli accordi sulle materie prime possano contribuire a questo, il loro successo è stato relativamente limitato.

Tra le organizzazioni multinazionali che hanno l’obiettivo di incidere sul prezzo, una delle più significative è sicuramente l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC). È stata fondata nel 1960 dai paesi del Medio Oriente e dal Venezuela, sebbene la sua appartenenza abbia incluso paesi in via di sviluppo in altre parti del mondo. Alcune delle principali nazioni esportatrici di petrolio sono rimaste al di fuori dell’organizzazione, in particolare Messico e Russia. Quest’ultima, solo di recente si è avvicinata condividendo le politiche dell’OPEC ed insieme ad altri produttori minori ha allargato in diversi frangenti il fronte della collaborazione (OPEC+). L’obiettivo principale dell’OPEC è quello di aumentare il prezzo delle esportatori di petrolio. Nel 1973 l’OPEC ha colto le opportunità offerte dalle mutevoli condizioni del mercato - e dalle perturbazioni politiche ed economiche associate alla guerra tra Israele e i suoi vicini arabi - per aumentare drasticamente i prezzi, da circa 3 usd a oltre 12 usd al barile. Tra il 1974 e il 1979 il prezzo internazionale del petrolio è rimasto piuttosto stabile, ma l’OPEC ha ancora una volta ottenuto un forte aumento del prezzo a oltre 30 usd al barile nel 1980. Questi aumenti dei prezzi hanno causato un enorme afflusso di entrate derivate dall’esportazione di petrolio per i paesi produttori. L’OPEC è stato spesso definito un cartello internazionale, in tal senso l’Arabia Saudita svolge un ruolo chiave nel far rispettare gli aumenti dei prezzi dell’organizzazione. Dalla prima metà degli anni ‘80, il mercato del petrolio si è attenuato in modo marcato in quanto il consumo di petrolio è cresciuto molto più lentamente, in parte a causa della grave recessione americana del 1982 e della crescita stagnante nell’Europa occidentale. Allo stesso tempo, la produzione di petrolio è aumentata in una serie di aree non OPEC come il Mare del Nord e sopratutto gli Stati Uniti. Per alleviare la pressione al ribasso sui prezzi, a ciascun membro dell’OPEC è stata assegnata una quota di produzione che prevede dunque in proporzione una sua riduzione. Tuttavia è da osservare ogni membro ha un incentivo ad “imbrogliare” l’organizzazione producendo più della sua quota e offrendo concessioni di prezzo segrete agli acquirenti.

Prima della seconda guerra mondiale Londra era il centro del commercio internazionale di Materie prime, ma succesivamente New York è diventata almeno altrettanto importante. È in queste due città che vengono determinati i prezzi internazionali di molte Materie prime. Sebbene New York abbia spesso il mercato più grande, molti produttori preferiscono il mercato di Londra (Commodities Investment Exchange - COINVEX) a causa delle grandi fluttuazioni della domanda locale negli Stati Uniti che influenzano i prezzi del mercato di New York. In alcuni casi gli accordi internazionali sulle materie prime hanno ridotto l’importanza di alcuni mercati delle materie prime. Molti Paesi hanno i loro mercati specifici: ad esempio l’Australia per la lana, lo Sri Lanka e l’India per il tè, la Malesia per la gomma e lo stagno. Solo negli Stati Uniti si possono annoverare sei tra le principali borse: la New York Mercantile Exchange - NYMEX, la Chicago Board of Trade - CBOT, la Chicago Mercantile Exchange, la Chicago Board of Options Exchange - CBOE, la Kansas City Board of Trade, e lo scambio di cereali di Minneapolis.

In quanto tutte le Materie prime richiedono del tempo per essere prodotte (estrazione - hard o coltivazione - soft) prima di essere consegnate dai produttori agli acquirenti, ci possono essere due forme di compravendita, spot e future.

Il prezzo spot è il prezzo che si paga per l’acquisto della merce con consegna immediata, quindi il prezzo “al pronti”, l’attuale prezzo di mercato della merce oggi.

Il future invece è l’acquisto della merce con una consegna prestabilita nel futuro ma con un prezzo invece futuro concordato al momento della stipula del contratto di acquisto.

Lo scambio di Materie prime nei mercati finanziari può funzionare in queste due modalità. Si possono scambiare Materie prime in base al prezzo spot corrente (ad esempio, Spot Gold o Spot Silver) e guadagnare o perdere a seconda che il prezzo si muova in favore o contro la posizione. Poiché le posizioni “al pronti” non hanno una data di scadenza, la posizione può essere mantenuta aperta per tutto il tempo che si desidera.

A differenza di una posizione spot, invece un contratto future scadrà in una data futura specificata e il suo valore sarà calcolato in base al prezzo della merce in relazione al prezzo spot in quel momento. I contratti futuri sono altamente standardizzati e negoziati attraverso uno scambio dedicato che garantisce che tutti i contratti siano valutati giornalmente sul mercato. La maggior parte degli scambi di Materie prime sui mercati avviene in future in quanto i contratti in base ai quali l’acquirente acquista l’obbligo di ricevere una determinata quantità della merce in una data specifica e ad un prezzo specifico offrono una certa stabilità dei prezzi sia ai produttori che ai consumatori, assicurandosi così contro il rischio di variazioni dei prezzi (copertura) o tentando di realizzare un profitto speculando sull’andamento dei prezzi.

Pur sempre considerando la maggiore specificità di una Materia prima rispetto ad altri mercati, il primo fattore di rischio è la domanda e l’offerta in quanto lo scambio è regolato essenzialmente dal reale utilizzo del bene e quindi in base all’incrocio di queste due quantità. In tal senso l’offerta è fortemente influenzata per le Materie prime soft principalmente dal Meteo poiché è probabile che la domanda dei consumatori per tali beni rimanga costante, mentre per le Materie prime hard l’influenza maggiore è principalmente determinata dalla situazione geopolitica mondiale in generale e del Paese produttore in particolare. Di norma, le variazioni di prezzo non danno luogo nel breve periodo a cambiamenti sostanziali nella domanda di beni primari (scarsa elasticità della domanda). I cicli economici nei Paesi esportatori hanno tuttavia un’influenza sull’offerta. Come più volte sottolineato andamenti e fattori condizionanti variano nello specifico da materia prima a materia prima. Un’ultima considerazione in merito ai rischi risiede nel fatto che la maggior parte delle Materie prime sono valutate in USD e pertanto il loro prezzo deve essere sempre rapportato ad esso e al suo andamento, se forte o debole. Nel lungo periodo l’entità dei cambiamenti nella domanda e nell’offerta è solitamente maggiore. Un aumento considerevole e sostenuto dei prezzi, ad esempio, può comportare un calo della domanda e la comparsa di prodotti sostitutivi mentre dopo un certo numero di anni l’offerta può aumentare in risposta a un livello più elevato della domanda in risposta ai prezzi più elevati. Il tempo necessario per adeguare l’offerta alla domanda varia da merce a merce. Le colture arboree, ad esempio, necessitano di un lungo periodo di crescita e le riserve minerarie vengono sfruttate solo se le aspettative sull’andamento dei prezzi sono favorevoli.

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